Una storia lunga 80 anni

1936.

Non è una data di nascita né una ricorrenza storica.

Ma si tratta di uno degli anni più importanti nel settore delle spedizioni.

Infatti devi sapere che 80 sono gli anni che ci separano dalla creazione dei primi Incoterms.

Durante gli ultimi anni, i termini di resa più famosi nel mondo delle spedizioni hanno subito aggiunte, tagli, accorpamenti e modifiche che li hanno resi celebri come la Bibbia delle spedizioni.

Non puoi non conoscerli.

Sarebbe come non sapere a memoria la tabellina del 2 alle elementari.

Da dove hanno avuto origine gli Incoterms?

Dobbiamo tornare ad un paio di anni prima della loro creazione.

Siamo nel 1919, a Parigi.

Qui ha origine la Camera di Commercio Internazionale (International Chamber of Commerce), un’organizzazione privata che ha lo scopo di rappresentare gli interessi delle imprese a livello globale.

A questo punto, devi sapere che uno dei compiti dell’ICC è quello di codificare norme (oltre a risolvere controversie e tutelare gli interessi delle imprese). Questo è il punto che oggi ci interessa di più: codificare norme significa dare un ordine sistematico (ridurre in codice) a un insieme di norme giuridiche.

In parole semplici, significa che uno dei compiti della ICC è proprio quello della creazione e regolamentazione degli Incoterms.

Facciamo un salto in avanti nel tempo e arriviamo nel 1923.

In questi anni si iniziava a sentire la necessità di avere dei termini universali  per il commercio internazionale, in modo da semplificare le transazioni in un mondo che stava iniziando a diventare sempre più piccolo.

Devi sapere che prima dell’avvento degli Incoterms, diversi paesi utilizzavano diversi termini per identificare e categorizzare le spedizioni e la movimentazione delle merci.

Così, l’ICC iniziò a studiare attentamente i 6 termini di resa più utilizzati in 13 diversi paesi.

Il risultato di questo studio venne pubblicato nel 1923. Potremmo definire questi codici gli antenati degli Incoterms.

Adesso, facciamo un altro salto in avanti di 9 anni.

Che cosa successe nel 1936?

Questo è l’anno in cui venne pubblicata la prima versione degli Incoterms: FAS, FOB, C&F, CIF, Ex Ship e Ex Quay sono termini nati proprio con l’ideazione degli Incoterms.

Sono anni turbolenti per il commercio internazionale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Incoterms non subiscono variazioni e i lavori vengono sospesi fino agli anni ’50.

Periodo post bellico

Nel 1953 viene effettuata la prima revisione degli Incoterms.

La novità più grande stava nell’introduzione di 3 nuovi termini di resa creati appositamente per i trasporti non marittimi. Questi nuovi Incoterms sono: DCP (Delivered Costs Paid), FOT (Free on Truck) e FOR (Free on Trail).

Poco dopo, nel 1967, l’ICC lavora a una seconda revisione dei termini di scambio. Obiettivo di questo secondo aggiornamento fu quello di chiarire i termini precedenti, aggiungendo altri due codici: DAF (Delivery at Frontier) e DDP (Delivery at Destination).

L’epoca del trasporto aereo

Come spesso accade nel settore delle normative, queste cambiano con il cambiare della società.

Se nei primi anni gli Incoterms si riferivano prevalentemente ai trasporti via mare e via terra, verso le ultime decade del ‘900 si inizia a pensare a una codificazione internazionale anche per il trasporto aereo.

incoterms punto system blog

Negli anni ’70 e ’80, con l’aumento dei trasporti aerei, gli Incoterms subiscono una nuova revisione.

In questo periodo nascono codici come il FOB (Free on Board Airport).

Successive revisioni introdurranno novità per quanto riguarda le merci nei container e una nuova documentazione dei processi, come ad esempio l’FRC (Free Carrier), introdotto nel 1980.

Una versione completa

Gli anni ’90 portano con sé la quarta versione degli Incoterms.

Questo aggiornamento apporta diverse semplificazione nei termini di resa, eliminando i codici troppo specifici per tipologie di trasporto (FOR, FOT, FOB) e sostituendoli con il più generico FCA (Free Carrier).

I giorni nostri

L’aggiornamento del 2010 degli Incoterms è quello attualmente utilizzato.

Le modifiche hanno consolidato i codici della famiglia “D”: è stato eliminato il DAF (Delivered At Frontier), il DEQ (Delivered Ex Quay), il DES (Delivered Ex Ship) e il DDU (Delivered Duty Unpaid).

Ma ci sono state anche delle aggiunte, come ad esempio il DAT (Delivered at Terminal) e il DAP (Delivered at Place).

Il futuro

Il settore dei trasporti, e quindi quello delle spedizioni, sono tra quelli che maggiormente risentono dei cambiamenti della società e delle innovazioni nel loro complesso.

Gli Incoterms del 2010 subiranno un’ulteriore aggiornamento che verrà presentato verso il 2020, per riflettere i cambiamenti nella logistica e nelle spedizioni degli ultimi tempi. In questi due anni che ci separano dalla prossima rivisitazione dei codici, un gruppo specifico composto da avvocati, esperti in commercio internazionale e compagnie rappresentative del settore delle spedizioni sta attualmente lavorando alla bozza degli Incoterms 2020.

Il progetto avrà come risultato una rivisitazione degli attuali codici, per adattarli alle nuove esigenze e ai nuovi scenari mondiali, ma ci saranno anche dei miglioramenti dei termini attuali.

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Gli Incoterms costituiscono una parte fondamentale della pianificazione di una spedizione.

La conoscenza dettagliata dei termini di resa ti permette di avere sempre chiaro il quadro della situazione. Ed evitare così delle situazioni che possono ripercuotersi in maniera negativa sulla tua spedizione.

Conoscere questi termini, ma soprattutto sapere come funzionano e come adattarli alla specifica spedizione, è una delle caratteristiche che ti permettono di creare una spedizione efficace. Senza problemi, né prima né dopo.

Non solo.

Conoscere a fondo gli Incoterms ti permetterà anche di pianificare in maniera più efficiente e precisa una spedizione, evitando qualsiasi tipo di sorpresa lungo il viaggio.

Un po’ come quando studi le normative di un paese prima di un lungo viaggio.

Sei abbastanza preparato? O ti affidi al caso?

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