Triangolazione: il sistema per non avere esposizione finanziaria

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Quando si parla di imposte e normative legate all’IVA si entra spesso in uno scenario complesso, fatto di regole, eccezioni ma anche di rischi.

Nessuno vorrebbe incappare in controlli interminabili, ancora meno cadere in qualche cavillo burocratico che potrebbe rallentare un’intera spedizione, con conseguenze più o meno gravi sulla tua attività (o quella di altri).

Per gli scambi commerciali all’interno del nostro paese le cose sono chiare. Si emette una fattura applicando l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), una “tassa” che lo Stato italiano raccoglie su tutte le transazioni commerciali che avvengono sul territorio nazionale.

Ma poniamo il caso che la transazione debba avvenire dall’Italia verso un paese estero.

In questo caso come viene gestita l’IVA?

Se esporti in paesi al di fuori dell’Italia o della Comunità Europea, le regole del gioco cambiano. E non sono del tutto immediate.

Ma partiamo dall’inizio e analizziamo caso per caso.

L’azienda italiana che vende a un’altra azienda italiana

È il caso più semplice.

Per gli scambi commerciali effettuati da aziende italiane, all’interno dei confini nazionali, è prevista l’imposta (IVA) su ogni transazione. Nei casi più comuni questa è fissata al 22%.

L’azienda italiana che vende all’estero

Si tratta del caso in cui non dovrai versare l’IVA.

Quando un’azienda vende beni all’estero (quindi al di fuori del territorio italiano), l’IVA per legge non è dovuta. Il soggetto acquirente dovrà pagare le imposte relative al proprio paese quando la merce verrà importata (qui valgono i diritti doganali import). Per essere precisi, quando si parla di paesi esteri si intendono anche quelli extra CE (Comunità Europea).

Quindi, se l’azienda italiana vende a un cliente di un paese extra CE, dovrà emettere fattura al soggetto estero senza applicare l’IVA italiana. In questo passaggio, è di massima importanza indicare nel corpo della fattura i riferimenti di legge del caso.

Ma non finisce qui.

Per evitare scappatoie che potrebbero permettere di vendere su territorio nazionale evitando di versare l’IVA (illegalmente, dichiarando il falso e vendendo comunque a clienti italiani), è previsto un ulteriore documento da allegare alla fattura.

Il documento da allegare alla fattura, per tutte le esportazioni extra CE, è un’evidenza che attesta la reale uscita della merce dalla Comunità Europea.

Questo documento è la bolla doganale.

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La bolla doganale viene rilasciata all’atto della spedizione dalla Dogana all’esportatore che vende all’estero, con una validazione della dogana attraverso un “visto uscire”.

Nel caso dovessi incorrere in controlli da parte della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Entrate, sarà sufficiente mostrare alle autorità la bolla doganale con “visto uscire” per dimostrare di non aver pagato le imposte nel rispetto della legge vigente.

Ad oggi, tutta questa procedura è informatizzata e molto più rapida rispetto ad una volta. Gli eventuali controlli vengono effettuati via internet.

Se un’azienda italiana acquista un bene da un’altra azienda italiana, e poi lo rivende all’estero?

Si tratta di una situazione più frequente di quanto si possa immaginare.

Basti pensare alle aziende che vendono all’estero ma hanno dei fornitori o partner italiani, da cui acquistano prodotti che poi venderanno all’estero.

Non tutti sono produttori dei beni che vendono.

C’è una procedura per questo processo, all’apparenza complesso:

1 – L’azienda italiana “A” vende all’azienda italiana “B”. Si emette una fattura con IVA.

2 – L’azienda italiana “B” vende ad un soggetto estero. Non c’è l’IVA.

Qui accade qualcosa di particolare.

L’azienda “B” si trova a pagare l’IVA ma non ad incassarla, in quanto verso l’estero non ce n’è bisogno. L’Azienda “B” è in credito di IVA.

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Questo denaro “perso” può essere recuperato?

Si, ma non è semplice.

L’operazione di recupero richiede tempo, oltre che costituire un costo finanziario per aver anticipato del denaro a interesse zero.

In determinate situazioni, la legge prevede una casistica particolare.

La triangolazione

Si tratta di un meccanismo che consente di evitare i rallentamenti e i rischi di vendere all’estero merci precedentemente acquistate da un soggetto italiano.

In sostanza la triangolazione permette di non versare l’IVA quando si vende a un soggetto italiano che poi dovrà vendere all’estero.

La triangolazione però può avvenire solamente se (come sopra) l’azienda produttrice “A” è “distante” dall’azienda venditrice “B”: in questo caso non risulta conveniente (per costi e tempi) trasferire la merce dal soggetto A al soggetto B, e successivamente dal soggetto B all’azienda estera.

Se le due aziende sono “distanti”, è possibile sfruttare la triangolazione.

Come funziona la triangolazione

1 – L’azienda “A” vende all’azienda “B”. Viene emessa una fattura esente IVA (citando i riferimenti di legge del caso).

2 – L’azienda “B” vende all’azienda estera. Viene emessa una fattura esente IVA.

3 – La merce viene spedita direttamente dall’azienda “A” al soggetto estero.

In questo modo si evitano i rischi dei costi di anticipo dell’IVA: sarà direttamente l’azienda “A” a spedire la merce all’estero, senza che l’azienda “B”, ovvero quella che legalmente ha venduto la merce verso l’estero, riceva fisicamente la merce.

Il vantaggio della triangolazione

Il meccanismo della triangolazione consente un grande vantaggio in termini di rischio e di costi. Infatti, l’azienda “B” (quella che intende vendere la merce all’azienda estera) non avrà alcuna esposizione finanziaria.

Un altro vantaggio invece riguarda anche l’azienda “A”. Essendo autorizzata a emettere fattura senza IVA, questa non avrà alcun tipo di problema in caso di controlli e potrà effettuare la vendita e la spedizione in maniera più efficiente.

Cosa deve fare l’azienda produttrice “A” per sfruttare la triangolazione

L’azienda “A” italiana che produce la merce e la vende all’azienda “B” italiana deve rispettare alcuni adempimenti per avvalersi del meccanismo della triangolazione.

1 – Menzionare i riferimenti di legge in fattura

2 – Raccogliere un’evidenza la quale attesti che l’azienda “B” italiana a cui è stata venduta la merce abbia poi effettivamente venduto all’estero la merce.

L’evidenza può essere fornita con due documenti:

  1. copia della bolla doganale emessa a nome dell’azienda italiana “B” (l’effettivo esportatore della merce), con gli estremi dell’azienda “A”
  2. copia della fattura di vendita dell’azienda “A” verso l’azienda “B”, timbrata e firmata dalla Dogana. Questa fattura è riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate a livello fiscale come evidenza oggettiva.

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Attenzione però: non sempre è possibile ricevere la bolla doganale dall’azienda italiana “B” per motivi di riservatezza commerciale. In questo contesto, ricordiamo che nel caso in cui l’azienda “A” venga in contatto diretto con il soggetto estero, l’azienda italiana “B” verrebbe estromessa immediatamente dal rapporto commerciale.

Di conseguenza, se l’azienda “A” e l’azienda “B” intendono sfruttare il meccanismo della triangolazione, è necessario che l’azienda “A” recuperi la copia della sua fattura di vendita debitamente timbrata e vistata dalla Dogana.

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Cosa accade alla Dogana in caso di triangolazione

Poniamo che la triangolazione stia procedendo e che la documentazione necessaria sia arrivata alla Dogana. Questa fase è fondamentale perché servirà a rendere ufficiale e legale il meccanismo di triangolazione.

Alla Dogana il funzionario deve verificare che sussistano i requisiti per rilasciare la validazione della fattura di vendita, ovvero autorizzare l’esenzione IVA all’azienda “A”. Il processo di verifica avviene in questo modo:

– La fattura deve riportare gli estremi della legge che autorizza l’esenzione IVA per la triangolazione. Si tratta del DPR 673/72, Articolo 8, Comma 1, lettera a).

– La fattura deve citare nel corpo la dicitura “Spedizione in Triangolazione”.

– La fattura dell’azienda “A” deve avere una data antecedente a quella dell’azienda “B” (l’esportatore).

– Nella fattura deve essere indicato il paese di destinazione finale della merce.

C’è un altro fattore importante da considerare.

Quando la Dogana può verificare l’esenzione IVA

La fattura dell’azienda “A” può essere sottoposta al visto della Dogana solamente dopo che la merce è effettivamente uscita dalla Comunità Europea. Questo avviene quando il sistema informativo della Dogana registra la chiusura dell’esportazione.

In particolare questo avviene quando il numero identificativo unico dell’esportazione (il codice MRN) associato alla bolla doganale viene registrato alla Dogana di uscita, quando le merci vengono imbarcate su una nave, un aeromobile o quando attraversano la frontiera della Comunità Europea.

Quando avviene la registrazione del codice MRN?

Ovvero, quando può essere validata la fattura di vendita?

La registrazione dell’MRN avviene diversi giorni dopo la gestione delle formalità doganali di export e dell’emissione della bolla doganale.

È fondamentale quindi sapere che non è possibile gestire la verifica della fattura di vendita contestualmente alle formalità doganali export. Tutto deve quindi essere gestito in maniera differita, in momenti diversi.

Triangolazione e spedizioni: perché non devi sottovalutare il tuo spedizioniere

Il meccanismo della triangolazione può agevolare molto i tuoi rapporti commerciali e le tue finanze. Ma come hai potuto scoprire, non è facile come sembra.

Se tutti gli step necessari per la triangolazione non vengono pianificati alla perfezione o peggio, se non sono conosciuti alla lettera, il rischio è quello di non usufruire dei vantaggi della triangolazione. Nel migliore dei casi.

Nel peggiore dei casi si rischia di mandare all’aria un rapporto commerciale e perdere fornitori. Con conseguenze che possono riguardare tutti gli attori coinvolti, dall’azienda produttrice allo stesso spedizioniere.

Quindi conoscere e pianificare il meccanismo della triangolazione, considerando tutti gli obblighi di legge, le verifiche, i passaggi ma anche le normative è fondamentale per evitare inutili seccature.

Scegliere uno spedizioniere che conosca queste norme e procedure può darti un enorme vantaggio nel tuo business. Infatti molto spesso la triangolazione non è conosciuta o spesso non viene affrontata con criterio, pianificando a tavolino gli step necessari. Il risultato è che spesso le aziende si trovano a versare inutilmente l’IVA, perdere soldi e avere il rischio di mandare all’aria interi rapporti commerciali. I rischi possono essere enormi per un’azienda.

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